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16 gennaio, 2009

Ligàza: per chi non è a dieta

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 18:30

Ligàza (e gulpé). Quando non esistevano le belle sporte di rete, nailon o di altre materie sintetiche – spiega Gianni Quondamatteo nel suo Dizionario Romagnolo Ragionato – un ampio fazzolettone dalle cocche annodate serviva per trasportare piccoli pesi o volumi. Ergo, la ligàza, o legaccia, può essere definita e’ fazulèt d’la spésa (il fazzoletto della spesa).

Tò sò cla ligàza, ch’a t’ho mès un pò ad ròba da magnè (porta con te quel fagotto, che ti ho messo un po’ di roba da mangiare).

Va a purtè la ligàza dla clazioun (va’ a portare il fagotto della colazione). Ai contadini che lavoravano nel campo.

T’è port a chèsa una gran bròta ligàza (hai fatto una pessima spesa); o una ligàza gonfia (una spesa buona, abbondante).

Fè ligàza (far fagotto); s’uns va d’acòrd, u s’fa ligàza e u s’va via! (Se non si va d’accordo, si fa fagotto e si va via!). Atenti, burdél, si na u s’fa ligàza! (Attenti, ragazzi, sennò uscite di casa!). L’ha fat ligàza (se n’è andato).

T’è na ligàza ad miséria! (ne hai, di miseria!).

In clima di revival delle antiche tradizioni, negli ultimi anni sempre più spesso, in Romagna, vengono organizzate feste che richiamano l’uso della legaccia, del fagotto con la colazione per i braccianti.

Manifesti colorati occhieggiano lungo le strade o nelle sedi di associazioni: “siete tutti invitati al Veglione della legaccia!”, “iscrizioni aperte per la cena d’la ligàza, ad ingresso gratuito”.

Si mangia gratis? Ma come può essere?

Semplice: se una festa è definita dla ligàza, in Romagna significa che ognuno dovrà portare le cibarie da casa.

E qui entra in gioco il vero animo del romagnolo: buongustaio, mangione, generoso, ospitale… ma anche un po’ esibizionista. Della serie “le lasagne di mia moglie sono le migliori del mondo” oppure “assaggia il mio vino, che fa resuscitare i morti!”

Quindi alle cene dla ligàza si condivide, si scambia, si pizzica di qua e di là e… ci si abbuffa a crepapelle.

E, particolare non secondario, si conosce gente che ha voglia di stare con altra gente in allegria. Vi pare poco?

Tutto quanto sopra premesso, si direbbe in lingua burocratese, per spiegare la notizia apparsa nella home page del Comune di Rimini.

Eccola:

Cena della solidarietà.

Venerdì 23 gennaio ore 20 al Centro Giovani Rimini5, Via Montiano 14 – Santa Giustina
Con il cibo che avremo portato, musica con Marcela Hizard e Carlo Viviani, scherzi e patacate (che ci riescono bene!).
Alla fine della cena grande raccolta della solidarietà con ricchi premi: il ricavato sarà devoluto a Lorena, per aiutarla a riacquistare la giostra che le è stata bruciata.
La Banca del Tempo fornirà l’apparecchiatura dei tavoli, la pasta e fagioli e piadina per tutti.
Regolamento di accesso alla cena della Legaccia:
le persone che parteciperanno all’iniziativa obbligatoriamente porteranno il loro cibo e lo depositeranno sui tavoli, posti all’ingresso.
Il cibo verrà ridistribuito e condiviso fra tutti i partecipanti: legaccia, per noi vuole dire condivisione, conoscenza e Amicizia!

Le persone che non vorranno osservare queste regole non sono gradite (postilla aggiunta dopo che i “soliti furbi” portavano legacce clandestine da papparsi nello stretto giro di amici intimi – nota di Cristella).
L’iniziativa è aperta a tutti. Si chiede gentilmente di confermare la presenza e il numero dei partecipanti telefonando al numero 0541 681108.

Quindi, basta telefonare per aderire e… preparare qualcosa da mettere nel fagotto.

Cristella sa già che Maria intrigherà gli altri con specialità salernitane, Sciomien porterà gli spaghetti di riso, la moglie di Lillo i veri cannoli siciliani, Amanda il sugo de pinas della Colombia, Silvana una super ciambella casalinga…

Cristella non sa ancora cosa preparerà… Male che vada, si fermerà in piadineria a comprare cassoni alle erbe e piade farcite da dividere con gli altri.
As avdém?

12 gennaio, 2009

Fotografie d’arte e rovi misteriosi. Rimini è anche questo…

Filed under: Senza categoria — Tag: — mcm @ 17:18

Ritorno sull’argomento dell’ex Corderia di Viserba, di cui avevo scritto qui e qui.

E’ uscito infatti nei giorni scorsi l’ultimo numero di Rimini In Magazine, la rivista con cui collaboro sin dagli esordi.

L’articolo Oltre i rovi Misteriosi, scritto a quattro mani con la collega Lina Colasanto, racconta del “passato, presente e futuro di un complesso proto-industriale, parte integrante della storia di Viserba”.

Le immagini, decisamente suggestive, fanno parte dell’opera fotografica Spiriti di Olimpia dello Studio Paritani di Rimini. Colgo l’occasione – visto che ci sono – per consigliare una visita approfondita al bellissimo sito di questi artisti riminesi. Senza tralasciare alcuna sezione… non ve ne pentirete!
Comunque, per chi non riuscisse a procurarsi una copia della pubblicazione, ho scansionato le tre pagine e le ho caricate su Flickr, dove chi fosse interessato può andare a pescarle…

Quindi, pagina 1, pagina 2, pagina 3. Dovrebbe funzionare, sono alle prime armi, con Flickr.

Buona lettura!

11 gennaio, 2009

Pezzi di cuore

Filed under: Senza categoria — mcm @ 15:31

Le principesse son “pezzi ‘e còre”…

Ancora una volta presa dalla sindrome della reggia vuota, Regina Cristella si consola guardando lo schermo del Pc.

Principessa numero uno: Dora.

Dora al Mar Rosso

Principessa numero due: Cinzia.

Cinzia alMar Rosso

9 gennaio, 2009

Fra tutti gli oggetti…

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 0:48

Fra tutti gli oggetti

Fra tutti gli oggetti più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani; simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno ancora l’aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si posson già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Bertold Brecht, 1932
Amo molto questa poesia.
E’ la giusta introduzione all’articolo che ho scritto per l’ultimo numero di Rimini In Magazine, in questi giorni in distribuzione in città. Penso che anche Maurizio, l’intervistato, condivida la magia degli oggetti “storti agli orli e ammaccati”.

Questa foto l’ho scattata io durante l’intervista. Sulla rivista ce ne sono di molto più belle, fatte da un professionista.

Maurizio Urbinati con la bicicletta del caldarrostaio

Ecco di seguito il testo dell’articolo.

(continua…)

5 gennaio, 2009

In anteprima per i lettori di Cristella: favola Befana 2009

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 15:21

Domani pomeriggio, dalle 15 in poi, Cristella sarà impegnata – come negli anni passati – a fare la Befana per lo Ior, l’Istituto Oncologico Romagnolo. La location non è più la meravigliosa piazza Cavour come le prime volte, ma una “piazza” del Centro Commerciale Le Befane, luogo che, nonostante sia al coperto e al calduccio, Cristella ritiene molto più freddo. La regina favolista cercherà di scaldare l’ambiente con le sue favole e con le caramelle che riempiranno le tasche della sua “sottana alla romana”.
Cristella-Befana
Cristella-Befana
La favola scritta per l’occasione (ieri e l’altro ieri Cristella è rimasta impegnata al computer e stamattina ha fatto le prove di racconto ad alta voce) si intitola “Quanti anni ha la Befana?” e vuole essere la risposta a quella bimbetta che l’anno scorso, guardando il viso paffuto di Cristella, le disse: “Io non ci credo che te hai trecento anni, non sei neanche sdentata!”
Beh, cara bimba, anche la Befana è un po’ magica, no?
Ecco la favola.
(continua…)

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