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30 novembre, 2008

Rimini si racconta e Cristella: parole incrociate senza schema

Filed under: Senza categoria — Tag:, — mcm @ 16:10

“Sa soi? La sérva ad Zòfoli?” (cosa sono, la serva di Zoffoli?).

Chissà quante volte, in Romagna, abbiamo sentito questa frase curiosa. L’amico professore-blogger-scrittore-storico Antonio Montanari Nozzoli ne parla qui, nel suo ultimo post di Rimini si racconta, all’interno della rete dei blogger della Provincia di Rimini (di cui fa parte anche Cristella, nelle vesti di Bèla Burdèla), per spiegarne la provenienza bolognese.
Sarei curiosa di sapere se anche in altre regioni d’Italia esiste qualcosa di simile.

A corredo di quanto scritto da Antonio, ricordo solo che sono molti i modi di dire che trovano origine da nomi di persone realmente esistite.

A Rimini, ad esempio, si dice ancora “paga Palòni” (paga Palloni) o “di sò, t’an sì miga e’ fiòl d’Palòni” (di un po’, non sei mica il figlio di Palloni!) con riferimento a una delle famiglie più ricche dei primi decenni del secolo scorso.

Oppure “tàca, Bilòz!” per il fisarmonicista cieco immortalato anche da Fellini in Amarcord.

Mentre “t’è son, Barbanti?” (hai sonno, Barbanti?) richiama una storia boccaccesca realmente accaduta nell’ambiente del porto…
Palloni, Zoffoli, Bilòz, Barbanti… e via nominando.

Beh, ce ne sarebbe da scrivere! Magari aggiungeremo post di man in mano che ci verranno in mente. Ok, prof.?

5 commenti »

  1. …non c’entra niente, ma leggere quei nomi mi ha fatto venire in mente i soprannomi in dialetto che si davano una volta alle famiglie (es. lumen, sparavent, ecc…scusa ma non so scrivere il dialetto). Ricordo che una o due volte all’anno, con i miei zii, durante le cene passavamo ore piacevoli rievocando i nomi più buffi e strambi.
    Cara Critella, approfitto di questo commento per chiederti dove (e se) è possibile trovare degli approfondimenti su questi nomi.
    Intanti mi guardo bene il tuo blog per vedere se c’è qualcosa…
    A presto.

    Commento by Riccardo — 1 dicembre, 2008 @ 0:10

  2. @ Ricky: io uso quasi come Bibbia il “Dizionario Romagnaolo Ragionato” di Gianni Quondamatteo, in due volumi. Non so se triova ancora nelle librerie. Certamente nelle biblioteche (Quonda era di Riccione e so che c’è un figlio “erede” del patrimonio culturale). Sui soprannomi ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia! Qualcuno ha fatto qualcosa a livello locale (ricordo un bel libro di Maurizio Casadei sui soprannomi di Montecolombo o San Clemente…).
    Nei miei ricordi c’è Spudapraria, Blèt, Marnèin, Ciavoun (la fiòla l’éra una…
    Ciavouna!). La mia famiglia è detta Panarèt, quella di mia mamma Giavarèin. Da parte di mio marito, invece, i Morolli sono i Pilincìn… e tanti altri ce ne sarebbero. Mi piacerebbe un giorno, scrivere un libro sui soprannomi di Viserba. Ma bisogna fare in fretta, perché le vere fonti storiche e culturali, in questo caso, sono gli anziani!

    Commento by cristella — 3 dicembre, 2008 @ 12:18

  3. Hai proprio ragione.
    Comunque voglio vedere se in rete c’è qualcosa.
    Ciao

    Commento by Riccardo — 3 dicembre, 2008 @ 15:11

  4. se ti può servire….ho trovato questo..su tal Zoffoli

    tratto da…”Modi di dire romagnoli”

    di Umberto Foschi

    “…Una sera d’inverno il prof. Landoni,
    all’uscita dal teatro, si mise a
    cercare, come avesse perduto qualcosa.
    «C’sa zercal, professor?»
    «A zerch un marengh!»
    «Un marengh?» e giù a capo chino a
    cercare… Prima uno, poi tanti, una
    folla. Poi il primo che l’aveva interpellato
    gli chiese:
    «Mo quând u l’al pers?»
    E Landoni rispose:
    «An l’ho miga pers, al zerch!»
    Un altro detto che si riferisce al
    Landoni: “La bona not ad Bondi”
    sempre da una burla del nostro Landoni
    che tutte le sere per recarsi a
    casa passava davanti alla botteguccia
    di un calzolaio di nome Bondi.
    La botteguccia aveva luce da
    una porta-finestra che al posto
    del vetro aveva un’impannata
    di carta trasparente.
    Landoni sfondava con la testa
    l’impannata e diceva il fatidico
    “Bona nota Bondi” con il
    più grande disappunto del calzolaio
    che doveva provvedere
    ad una nuova impannata.
    La “Bona nota ad Zoffoli” è un
    po’ peggiore.
    Si tratta della buona notte che
    uno sconosciuto rivolse al signor
    Zoffoli di Cesena, dandogli
    una randellata in testa che
    lo lasciò tramortito…..”

    Commento by roger — 3 dicembre, 2008 @ 19:17

  5. @ Roger: ottimo e abbondante, mi fai sentire un po’ “placida signora”! Grazie mille!

    Commento by cristella — 3 dicembre, 2008 @ 20:44

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