Esterno notte.
Sera d‘estate a Rimini. Terrazza del Grand Hotel. La facciata dell’albergo è illuminata a giorno. Musica di sottofondo affidata alla magica voce di una bella ragazza mora seduta al pianoforte. Numerosi ospiti in abito da sera ai grandi tavoli rotondi. Via-vai di camerieri in giacca bianca.
E’ il 13 luglio 2008.
Paolo ed io siamo fra gli invitati al Gran Galà dello Ior, l’Istituto Oncologico Romagnolo, di cui siamo volontari da diversi anni.
Non siamo ospiti di primaria importanza, ma gregari. Forse per questo il tavolo riservato a noi e ai nostri amici è ai bordi della terrazza, l’ultimo della fila.
Per fortuna, penso ora.
Da quella postazione non ho mancato di ammirare gli ospiti veri del Grand Hotel: i clienti residenti che stavano cenando nella sala da pranzo le cui vetrate erano lì, a portata dei miei sguardi curiosi.
Non vi dico l’eleganza di signore e signori! Molti evidentemente erano stranieri. Li osservavo quando, di tanto in tanto, si alzavano per recarsi al bar o per uscire ad ascoltare il nostro concerto.
La mia attenzione, a un certo punto, è stata attirata da un bimbetto sui sette anni che aveva in mano un video-gioco (o forse era una pallina verde?). Biondo, capelli lisci e lunghi fino alle spalle, calzava un enorme berretto da marinaio e vestiva alla marinara.
Mi dispiace solo di non aver avuto la prontezza di fotografarlo. Quindi, pur non essendo brava a disegnare, ho provato a fissarlo su carta con penna e pastelli.
Eccolo.
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I genitori, giovani e biondi pure loro, magri e belli, potevano essere inglesi o russi. Comunque stranieri.
La visione di questo bambino mi ha colpito perché avevo appena letto, sulle pagine di un quotidiano locale, un articolo di Gianfranco Angelucci, ai tempi stretto collaboratore di Federico Fellini, che racconta la cronaca del 3 agosto 1993, quando il Maestro venne colpito da un ictus mentre si trovava qui, al Grand Hotel.
“Quel giorno – raccontava il regista – fui salvato da un angelo vestito da marinaretto”.
La figura del marinaretto ritorna spesso nella vita, reale e onirica, di Fellini.
“Qualche volta mi capitano sotto gli occhi delle fotografie dove ci sono anch’io, col vestito da marinaretto, ritto in piedi con mio fratello, dietro a mio padre e mia madre seduti su due poltroncine di velluto; lo ricordo perché abbiamo dovuto portarle da casa fino allo studio del fotografo, socialista e sorvegliato dal Questore”.
E in quasi tutti i suoi film il marinaretto appare, anche solo fugacemente.
Un sogno divenuto ossessione, forse. O il contrario…
In quel caldo martedì d’agosto di quindici anni fa, dicevamo, quando l’ictus colpì il regista alloggiato nel suo Grand Hotel, si disse che l’allarme venne dato da un piccolo ospite straniero vestito da marinaretto. Il bambino, sentendo i lamenti provenienti dalla stanza 316, aprì la porta, trovò il maestro riverso sul pavimento e corse a chiamare aiuto.
Ma in quei giorni nessun bambino con quelle caratteristiche alloggiava al Grand Hotel.
Realtà o sogno? Solo Federico potrebbe dirlo.
Nei giorni scorsi, a Bellaria, ho avuto l’occasione di incontrare Sergio Zavoli, il grande giornalista amico di sempre di Fellini. Gli ho chiesto se avesse mai sentito parlare di questa versione dei fatti. Un sorriso malinconico ha accompagnato la sua risposta.
“No, cara. Non è andata proprio così. Ma stai certa che Angelucci l’ha saputo dal diretto interessato: una delle tante ‘storie vere’ raccontate dal fantasioso Federico.”
Oltre a disegnare, in questi giorni mi sono divertita a scrivere un raccontino su questa strana coincidenza.
e… suspence si aggiunge a mistero: per ragioni che potrò spiegare solo fra qualche mese, per il momento il mio scritto non sarà leggibile…
Eventuali curiosi: o aspettate marzo 2009, o ve lo invio, su richiesta, in forma privata…
Bye bye!



oniricamente felliniana!;-)***
Commento di Princy60 — 27 agosto, 2008 @ 16:16
a volte la realtà supera la fantasia
Commento di Luca — 28 agosto, 2008 @ 17:59
Scusa, Cristella se irrompo in questo post andando fuori tema. Non è assolutamente mia abitudine segnalare i miei post, ma credo che questo possa interessarti:
http://rossiorizzonti.splinder.com/post/18213408/Stefano+Benassi%3A+due+serate+ri
Scusa ancora, ma chissà che questa non sia l’occasione per incontrarci….
Un abbraccio.
Milvia
Commento di Milvia — 30 agosto, 2008 @ 0:00
A Princy e Luca un carissimo saluto. A Milvia, un “a vederci” fra qualche giorno, mnel ricordo del “nostro” professor Benassi, indimenticato maestro di scrittura.
Commento di cristella — 30 agosto, 2008 @ 15:06
http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=12167
Ho segnalato questo racconto nella sezione “Cinema” del Forum di Panorama. Il commento ricevuto oggi da tale Corona di Ferro mi fa ingrassare di tre chili (e poi dovrò, di nuovo, mettermi a dieta!). Eccolo:
Cara Cristella, brava! complimenti! hai saputo rievocare atmosfere degne del miglior Visconti/Mann – davvero, non è un paradosso trattandosi di Fellini, hai rappresentato molto bene quel mondo dei Grandi Alberghi descritto con tanta finezza ne La Morte a Venezia … nella tua narrazione del malore di Fellini rivedo il prof. Aschenbach … e nel marinaretto, in un certo senso (solo per certe sfumature), Tadzio …
Commento di cristella — 31 agosto, 2008 @ 19:21
Ieri ho segnalato questo post al Forum di Panorama (nella sezione “Cinema”). Già oggi “Corona di Ferro”, appassionata ed esperta, mi gratifica col seguente commento:
Cara Cristella, brava! complimenti! hai saputo rievocare atmosfere degne del miglior Visconti/Mann – davvero, non è un paradosso trattandosi di Fellini, hai rappresentato molto bene quel mondo dei Grandi Alberghi descritto con tanta finezza ne La Morte a Venezia … nella tua narrazione del malore di Fellini rivedo il prof. Aschenbach … e nel marinaretto, in un certo senso (solo per certe sfumature), Tadzio …—–
Sono decisamente grata a Corona… anche se le sue parole mi fanno ingrassare di tre chili (che dopo dovrò ancora e ancora mettermi a dieta!!!!)
Commento di mcm — 31 agosto, 2008 @ 19:28
Gianfranco Angelucci in persona mi scrive: “Splendido, Cristina, davvero splendido! Che sia andata davvero così?”… Non ho parole per ringraziare Gianfranco…
e quel punto di domanda miinvoglia ad approfondire la storia, magari raccontando qualcosa di più del bambino e dell’incidente, facendo un flash back sul 1908, l’anno di inaugurazione del mitico Grand Hotel…
Commento di mcm — 31 agosto, 2008 @ 19:31
Che bello questo post, mia Regina! :-**
Commento di Mitì — 1 settembre, 2008 @ 12:36