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24 aprile, 2008

Cristella’s acciacchi

Filed under: Parole in Libertà,Rimini,Romagna,Salute — Tag:, — mcm @ 22:08

“E riteniamoci fortunati di non vivere negli Stati Uniti!”, mi ha detto l’altro ieri un’amica incontrata in una sala d’aspetto dell’Ospedale Infermi di Rimini. E ha spiegato: “Ora che mio marito s’è ammalato di tumore, se dovessimo pagare tutto (visite, ricoveri, esami, medicine, terapie, eccetera eccetera) dovremmo vendere la casa!”

Ecco: io mi consolo ripensando a questo dialogo.

Nelle ultime settimane ho effettuato controlli e visite su diversi “distretti” del mio corpo e tutti hanno richiesto degli approfondimenti. 

In quindici giorni ho visto cinque dottori delle varie specializzazioni e prenotato sette fra analisi ed esami strumentali, girando da uno studio all’altro e telefonando di qua e di là. Una radiografia la farò all’ospedale di Santarcangelo, una visita in quello di Cattolica e una a Riccione, le risonanze a Rimini (ma mi avevano proposto pure Cesena, che comunque so già essere il mio punto d’arrivo). Ah, nel frattempo mi hanno anticipato che probabilmente dovrò fare una capatina anche a Bologna.

Insomma: posso essere incavolata? Perché a nessuno dei medici viene in mente che tutti i miei “pezzi di corpo” e i problemi relativi potrebbero essere in qualche modo collegati fra loro? Magari – chissà – si perderebbe meno tempo e si spenderebbero meno soldi prendendo in carico la persona nella sua completezza, eventualmente in regime di day hospital, in centri polispecialistici. Dove, naturalmente, i medici possano riuscire a ragionare in termini di squadra… Forse parlo di fanta-medicina?

E poi, che rabbia: l’appuntamento dall’ortopedico preso in febbraio me l’avevano dato per il 31 luglio! A pagamento, invece, il dottore mi ha visitato dopo tre giorni (per la cronaca: 130 euro per 10 minuti di visita). Rinviandomi, comunque, a fare le radiografie nella struttura pubblica.

Il neurologo, invece, ancora più veloce: ho telefonato martedì alle 18, il posto c’era già mercoledì alle 19. Poco più di 24 ore (e altri 120 euro). Almeno la visita è stata più approfondita (non so se è un buon segno, a dire il vero…).

E non è finita: per una risonanza devo attendere più di due mesi (a meno che, naturalmente, non vada a pagamento). Per l’altra niente telefono: dovrò andare a prenotare presentandomi personalmente.

Se do un’occhiata alle trattenute della mia busta-paga mi rendo conto che in trent’anni di lavoro come dipendente ho fatto la mia parte, nel contribuire a sostenere il Servizio Sanitario Nazionale. Quindi non è proprio vero che visite ed esami fatti con la mutua siano del tutto “a gratis”…

Sì sì, lo so: andrebbe peggio se fossi nata negli Stati Uniti…

Consolati, Cristella, dai!

12 commenti »

  1. E’ su queste cose che bisognerebbe farsi coraggio e protestare contro al gestione della sanità in regione è allucinante aspettare 6 mesi per un esame !!!!

    Purtroppo troppe regioni si rifiutano di voler dare un vero servizio sanitario ai cittadini.

    ciao

    Commento by wolly — 24 aprile, 2008 @ 23:37

  2. …..vengo qui per complimentarmi con te a distanza di tempo ma stanno arrivando contatti tramite la tua intervista ricordi? e leggo che stai facendo visite ed esami…..?! poi domani ci sentiamo che voglio sapere.Potrei raccontarti il casino che ho da quando sono insulino-dipendente….ma e una cosa troppo lunga e schifosa….! ciao a presto Renata la sig.delle erbe

    Commento by renata — 25 aprile, 2008 @ 23:12

  3. Un benvenuto di cuore a Wolly e un bentornata all’amica Renata Spinardi, l’unica e vera “Signora delle Erbe” (agli amanti della buona cucina consiglio un giro nel suo sito).

    Commento by mcm — 25 aprile, 2008 @ 23:38

  4. te lo dice uno che in ospedale in california c’è stato, (a parte che se vivi e lavori là tu decidi che copertura ha la tua polizza) in ogni caso la cortesia la disponibilità la gentilezza e le cure fatte tutte sul posto, la tua camera singola per la privacy ect ect qui c’è una pseudo sanità pubblica

    Commento by Luca — 26 aprile, 2008 @ 11:09

  5. cara cristella,
    intanto lasciami dirti che sono davvero dispiaciuta per i tuoi acciacchi
    per quanto riguarda la tua amica….credo davvero che abbia utilizzato quella frase magari per sdrammatizzare un pò….oppure soltanto per farti ridere
    e dovresti farti una bella risata di certo
    per quanto mi riguarda sono d’accordo al 100% al commento che ti ha lasciato luca
    ed aggiungo che io se non avessi avuto l’aiuto di tutti i miei parenti…. di quanti soldi ci sono voluti per riportarmi in vita…. sarei già bella e morta
    non c’è mai nulla di gratis completamente
    neanche quando possiedi un’esenzione per una patologia cronaca
    neanche quando ti accorpano a patologie oncologiche
    per quanto riguarda le tue giuste lamentele…. io inizierei col consigliarti di trovare uno specialista che abbia sede fissa in ospedale e che oggi esistendo la possibilità per l’utente di richiedere visite coi primari o coi medici ospedalieri in intrameniae i tempi di attesa si accorciano di certo
    poi un consiglio….
    prima di fare le risonanze a cui fai riferimento….
    P E N S A C I 47876653859860906 volte
    io personalemnte non potrò mai farla
    mio padre da recente ne ha fatto una….ed è rimasto traumatizzato abbastanza
    non so se i macchinari del nord sono più all’avanguardia di quelli del sud
    ma sappi che comunque la risonanza è una prova davvero pesante dal punto di vista psicologico
    nulla di invasivo
    questo è certo
    ma sicuramente mette a dura prova chi soffre di claustrofobia et similari
    un abbraccio e spero risolvi presto
    fammi sapere
    buona domenica
    mentina

    Commento by anonima_mente — 26 aprile, 2008 @ 15:52

  6. Cara Cristella,
    Innanzitutto mi dispiace per i tuoi “acciacchi”… dagli ospedali & Co. sarebbe sempre meglio stare il piu’ lontano possibile… Se hai bisogno di una risonanza “veloce” ti informo che uno di componenti della Flotta potrebbe aiutarti… casomai scrivimi su tigerman@flottadivega.net che ti spiego meglio… sai… sull’astronave della Flotta di Vega abbiamo macchinari all’avanguardia… roba che voi sulla Terra vedrete solo fra 1000 anni.
    In ogni caso approfitto di questo post per ringraziarti dell’articolo apparso OGGI 26/04/08 sul IL PONTE di Rimini… ci fa molto piacere avere una penna del tuo calibro dalla nostra parte… grazie di nuovo e… fra pochi giorni troverai l’articolo sul ns. sito web con i ringraziamenti ufficiali di tutta la Flotta. Un ruggito affettuoso da Uomo Tigre ( http://www.flottadivega.net ).

    Commento by UOMO TIGRE — 26 aprile, 2008 @ 18:59

  7. Mentina: lo sapevo che il mio post avrebbe sollecitato la tua attenzione di chi ci è già passata, nelle magagne della sanità italiana. Sono fortunata anche di vivere in Romagna e non al sud Italia, come accenni tu. Grazie per il commento. Per quanto riguarda la risonanza, sono già abituata. Penso di essere diventata molto coraggiosa, sai? Mia sorella non riesce proprio a farla, ad esempio. Quando ne ha avuto bisogno, hanno permesso a suo marito di restare nella stanza con lei, ma si è sentito male pure lui! Io – la prima volta, 7 anni fa – ho fatto appello alla calma: tengo gli occhi sempre chiusi, riesco a non aprirli mai durante tutta l’operazione. Rallento il ritmo (e i pensieri) cercando di immaginare una canzone o, meglio, di ripetere Avemaria e Padrenostri. Funziona! Il Rosario auto-ipnotizzante, hai presente? Come la maggioranza delle preghiere di ogni religione.

    Commento by mcm — 26 aprile, 2008 @ 19:04

  8. Luca: uno dei problemi più grandi negli ospedali è la mancanza di gentilezza e di rispetto per il malato. Non è dappertutto così, per fortuna… Qualche anno fa, in un convegno medico dove ero andata come giornalista, si disse che un ministro, non ricordo quale, aveva proposto di cambiare l’appellativo di “paziente” in “esigente”: il malato-persona ha diritto di esigere di essere trattato come tale! Chissà se, un po’ alla volta, medici e operatori impareranno? Io spero di sì. Ne conosco tanti che sono già così, speriamo che gli altri copino da loro!

    Commento by mcm — 26 aprile, 2008 @ 19:09

  9. ciao cri,
    grazie per l’ironia e la leggerezza con cui hai scritto di te e dei tuoi problemi.
    ero un pò carico e pesante ma ora vado a letto più leggero.
    tieni duro e fatti forte che quì non siamo negli stati uniti.
    un abbraccio, marco

    Commento by marco vincenzi — 26 aprile, 2008 @ 23:20

  10. guarda detto qui tra me e te che non ci sente nessuno sono stato anche in un ospedale del sulawesi, indonesia, i macchinari erano scarsi, ma la gentilezza la disponibilità il sorriso …… non mancano mai soprattutto il sorriso

    Commento by Luca — 27 aprile, 2008 @ 10:18

  11. Accidenti, mi ero dimenticata che potevo contare anche sui Supereroi! Grazie, Uomo Tigre! Quando, nel 2001, la d.ssa M. Teresa Nasi (una tipetta tutto pepe dai capelli rossi) mise la sua scienza e i suoi strumenti dentro dentro dentro di me, le dedicai una favola, dove lei era una volpe dai poteri super, chiamata Red Terry… Ma per caso uno della Flotta di Vega fa il dottore? Ah, questi eroi con le loro identità segrete…

    Commento by mcm — 27 aprile, 2008 @ 15:15

  12. Marco, grazie per il feeling. Scopro con piacere il tuo sito, che “navigherò” con calma, per poterlo assaporare come merita.
    Ciao. Per fortuna il nostro è un mondo a colori, vero?

    Commento by mcm — 27 aprile, 2008 @ 15:18

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