Sabato 23 febbraio Walter Veltroni farà tappa a Rimini. Pranzo di autofinanziamento alle 12 alla vecchia Fiera (previste 400 persone, fra cui Paolo ed io) e, dalle 14.30, appuntamento con la città sotto l’Arco d’Augusto.
Lungi da me utilizzare questo blog (comunque mio) per fare campagna elettorale… Ma scherzare un po’ sui riminesi e sulle loro manie… sì, ci sta.
Mi spiego: il giovane segretario provinciale del PD, Andrea Gnassi, è ormai noto per le proposte originali e innovative, sempre proiettato al futuro. Quando era Assessore al Turismo, per dirne una, ha inventato la Notte Rosa, la kermesse estiva che può proprio definirsi figlia sua.
Ora, per accogliere “alla riminese” il Uòlter nazionale, il bell’Andrea ha tradotto nel nostro dialetto lo slogan caratterizzante la campagna elettorale (“si può fare”).
Quindi all’ombra dell’Arco verranno vendute delle magliette con la traduzione letterale: “u s pò fé” e c’è da giurare che la frase sarà molto gettonata.
Ma c’è un piccolo particolare che a Cristella, paladina dei diritti delle donne, non è sfuggito: “yes, we can” è di genere neutro, così come “si può fare”, slogan che si adattano a tutte le situazioni.
Nel nostro dialetto “u s pò fé” è invece decisamente declinato al maschile.
E sì, caro segretario: se è vero che l’affermazione è legata a “un’Italia nuova”, avrei preferito “l’a s pò fé“, versione al femminile.
Notte Rosa, quote rosa… A quando gli slogan rosa?
Senza rancor, naturalmente!



Più o meno quando anziché un terzo delle elette, ne garantiranno la metà. Mi sa che torno a leggere il Gattopardo….
Ciao
Commento by kikko — 21 febbraio, 2008 @ 23:14
non vorrei sbagliarmi, però “l’as pò fé” ha un complemento oggetto femminile (tradotto più o meno “la si può fare -lei-”), mentre “u s pò fè” prevede un complemento oggetto maschile (“lo si può fare -lui-”), per cui potrebbe anche vedersi come una frase “rosa”
Commento by Anonimo — 22 febbraio, 2008 @ 7:56
Non chiedere troppo alla nostra politica!
Commento by Signor Ponza — 22 febbraio, 2008 @ 10:31
praticamente in casa abbiamo sempre sbagliato visto che “u s pò fé”è stato utilizzato in modo generico sia al maschile e al feminile. es: “u s pò fé una bella passeggiata, una bella mangiata, una bella dormita, un bel giro…all’amore ecc. ecc… scusa l’italiano ma avrei scritto sicuramente degli strafalcioni .ciao cristina. stefano
Commento by stefano — 22 febbraio, 2008 @ 10:53
Per Stefano e Anonimo: daaaai burdél! non mi avrete proprio preso sul serio! Questo dello slogan al femminile è un gioco, una sfumatura in “stile Cristella”.
Commento by Cristella — 22 febbraio, 2008 @ 11:38
Post…deliziosamente intelligente.
Milvia
Commento by Milvia — 22 febbraio, 2008 @ 20:28
ma con tutta la nostra cultura alle spalle avevamo bisogno di andare a copiare lo slogan di uno che si chiama Barak?
e poi c’era bisogno dello slogan?
c’è bisogno di cambiare non Di farcela sono anni che questi signori ci si fanno su (a noi) con tutti i pantaloni
Per il resto concordo se si fa la notte rosa “la si può fare”
Commento by Luca — 23 febbraio, 2008 @ 12:51