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29 ottobre, 2007

Asanisimasa. Con Fellini da Gambettola a Rimini

Asanisimasa, asanisimasa, asanisimasa…

Cosa significa? Niente di niente.
E’ una cantilena senza senso, da ripetersi come l’abracadabra che dà la scintilla alle magie.
Tutti i film di Fellini sono pieni di parolette, trappole, scherzi, enigmi e giochi di parole. Questa, se non sbaglio, in un sogno felliniano è la tiritera ripetuta dalla vecchina nerovestita che rincorre i bambini prima di metterli a letto.

Forse era la nonna Franzchina, quella di Gambettola.
“Quand’ero ragazzino – raccontava Federico – d’estate andavo per un paio di mesi a Gambettola, un paesino vicino a Rimini. La campagna per me è stata una scoperta straordinaria. Uno scenario favoloso, un po’ magico: gli animali, gli alberi, i temporali, le stagioni, i rapporti dei contadini con le bestie, il fiume delle nostre parti (il Marecchia); perfino i delitti, selvaggi e brutali, dei contadini. C’era la nonna Franzchina, che sembrava la nonna delle favole, col viso tutto rugoso, il corpo magro però imbottito di vestiti, sempre vestita di scuro. Per punirci, con un rametto verde molto elastico, ci dava certe frustate leggere che noi prendevamo ululando in modo straziante.”
Nella campagna di Gambettola – paese natale del padre di Federico e, guarda caso, anche di mio padre – la vecchia casa dei Fellini c’è ancora. Gambettola, dunque, non è solo il paese degli ferrivecchi e delle stamperie di stoffa che tramandano l’antico metodo “a ruggine”: con la sua dinamica vita produttiva e culturale (a tal proposito segnalo il premio “Nemo propheta in patria?” che verrà consegnato il 9 novembre) è anche la prima tappa di un ipotetico Tour felliniano da farsi in Romagna e che in ogni caso porterebbe subito e di filata qui, a Rimini.
E proprio in uno dei luoghi-simbolo della nostra città, il Cinema Fulgor di Corso d’Augusto, domani sera, martedì 30 ottobre, Federico verrà ricordato a quattordici anni dalla scomparsa, avvenuta il 31 ottobre 1993.

La proiezione del film I clowns, sarà preceduta da una presentazione clownesca di Alfredo e Flavio Colombaioni, due dei quattro fratelli circensi che il Maestro scelse per il suo capolavoro sul magico spettacolo che incanta chiunque abbia uno spirito bambino. Fra avanspettacolo e clownerie varie i Colombaioni racconteranno com’è cambiata la loro arte dopo l’incontro con Fellini.
“Una serata insolita. – dice il direttore della Fondazione Fellini Vittorio Boarini – Un omaggio al Maestro, ma anche a Charlie Chaplin, di cui ricorrono i trent’anni dalla morte. Fellini amava molto Chaplin, l’aveva conosciuto e lo considerava tra i più grandi. Le analogie tra I clowns e Il circo, ma soprattutto Luci della ribalta, sono evidenti.”
Non mancherò.
Sento già l’invidia di qualcuno. Già! Abitare a Rimini ha diversi vantaggi.

Questo è solo uno dei tanti.

Post Scriptum: mi giunge ora da Roma, a “post già scritto”, la preziosa consulenza di Gianfranco Angelucci, scrittore e sceneggiatore, già collaboratore di Fellini, che precisa:

“Asanisimasa appartiene a ’8 e ½’ in due sequenze diverse: alle terme con

la coppia di telepati e nel grande lettone della nonna a Gambettola. L’una scena rimanda all’altra.”

Grazie, Maestro Angelucci!

14 commenti »

  1. Io ci verrei! Faccene un resoconto, please! ;-) ***

    Commento by Princy60 — 30 ottobre, 2007 @ 13:30

  2. come si faccia ad equiparare f fellini, di cui prob nn riomarrà traccia, a c. chaplin

    ma soprattutto come si faccia direi quasi ad esaurire e caratterizzare una cittadina come rimini che può esibire una storia millenaria nella rappresentazione di un modesto cineasta del xx secolo che è nato qui e poi se n’è andato peraltro – pensare che c’è un (demenziale) progetto di dedicargli qualcosa come 25 vie (!) roba da pazzi

    Commento by tamara — 30 ottobre, 2007 @ 13:55

  3. Princy,
    Vedere “I clowns” sul grande schermo, nel Cinema Fulgor (nonostante le poltrone da torcicollo) ha sempre un fascino particolare, magico. Ti posso dire un paio di impressioni a caldo, sono appena tornata a casa. Mentre camminavo sola sotto la pioggia nel centro della città quasi deserta, calpestando un tappeto di foglie gialle, mi sono accorta di trovarmi nella piazza del castello, la stessa su cui si apre la prima scena del film (il tendone tirato su durante la notte, mentre i carcerati guardano dalle grate della prigione, che fino a quarant’anni fa era appunto in Castelsismondo). Ho pensato di essere dentro ad un’atmosfera felliniana.
    E che dire delle musiche? L’incontro con Nino Rota è probabilmente uno dei pilastri del successo della filmografia felliniana.
    Vorrei rivedere a ripetizione alcune scene, prima fra tutte la passerella dei clown bianchi coi loro costumi sfavillanti e i visi compunti e malinconici. Il film è un grande omaggio ai lavoratori del circo.
    E’ un arcobaleno di sogni colorati e chiassosi.
    Vorrei riuscire anch’io, magari con le parole, a descrivere qualcuna delle mie visioni oniriche come ha saputo fare Fellini con film e disegni.
    Chissà… Non è mai troppo tardi.

    Commento by Cristella — 31 ottobre, 2007 @ 0:57

  4. Grazie a Dio, Tamara, non tutti abbiamo gli stessi gusti. Il mondo è bello perché è vario.
    Certo che Rimini non è solo Fellini. Però se il suo nome noto anche in Giappone e al Polo Nord può evocare “anche” la bellezza del nostro territorio e la sua storia millenaria, che male fa?
    Io lo vorrei gridare al mondo, che la nostra città non è solo la striscia compresa fra mare e ferrovia. La quasi maggioranza di chi viene da noi in vacanza non ha mai passato quel confine. Spero che si riesca, magari anche coi film di cineasti più o meno validi e con modesti blog come questo, perché no, ad incuriosire molti alla conoscenza.
    Ciao.

    Commento by Cristella — 31 ottobre, 2007 @ 1:05

  5. Ma guarda siamo su versanti opposti: io per come stanno le cose ora, vorrei girare il mondo a sire di NON VENIRCI PROPRIO a Rimini, tanto è l’assedio che subiamo pressoché ogni w. end. Anche su questa “mitizzazione” della città: Rimini è un posto come tanti che ha, tra al3 cose, una scarattersitica geografica peculiare: è la porta d’accesso alla pianura padano-veneta, da cui molte conseguenze che nn sto ad elencare. Sulla sua bellezza avrei qualche riserva in quanto mi par superfluo ricordare che è stata distrutta per il 75% durante il II conflitto bellico. Che dire allora del Montefeltro? Su questa ossessiva “fellinizzazione” di Rimini come ho detto sopra sonpo in totale disaccordo (aggiungerei che nel nome di Fellini sono stati sprecati numerosi soldi pubblici). Insomma: credo che si debba certamente ricordare che è nato qui, che in questa città ha ambientato un film, che vi è morto ma tutto con misura e moderazione. Non è che si possa costruire palafellini, intiotlare piazza fellini, fare rassegne di cinema a raffica, etc. etc. Altrimenti si fa la fine di Tavullia dove tutto parla di Valentino Rossi; e Tavulllia, nel suo piccolo, non può esaurirsi in Valentino Rossi. Insomma non vorremo che: “Rimini, ah, sì… Fellini”, ti pare?

    Commento by tamara — 31 ottobre, 2007 @ 14:21

  6. Beh, Tamara, a me Rimini piace (a parte molte cose che anch’io cambierei, gli occhi per vedere li ho anch’io..)e mi pareva che quando parlavi di storia millenaria pure tu ne volessi sottolineare la “valenza”. Forse il mio è campanilismo allo stato puro. Quando vado altrove, in Italia e all’estero, faccio sempre paragoni. In meglio e in peggio. Su Tavullia e Rossi non mi esprimo: non sono competente, visto che l’argomento è lontano dai miei interessi. Sul gonfalone del Comune di Rimini c’è la medaglia al valor civile perché stata la città più bombardata dopo Cassino. Nel 1945 la città era alta due metri. Tutte macerie. Era stato distrutto l’82% degli edifici!

    Commento by Cristella — 31 ottobre, 2007 @ 15:25

  7. se vogliamo aprire un discorso a latere: diciamo che gli anglo-americanni nn hanno avuto troppi riguardi con la popolazione civile – e questa è una cosa che nella retorica della resistenza nn si ricorda, mai! su cassino: ci vogliamo unire alle città che aspirano al titolo di IIa cassino? cmq stiamo uscendo dal seminato – io critico l’integralismo felliniano sostanzialmente per il fatto che se son riminese non deve per forza piacermi fellini – magari mi piace di +, che so, bolognini? rossellini? o – per riamnere negl i-ini – comencini? questo x dire che come riminesi nn dobiamo necessariamente essere degli estimatori di fellini, sopra tutti i registi. Poi c’è la questione cui ho acennato che rn è molto di più dell’uomo-regista fellini, ma questo vale per tutte le piccole città che, segnate da una media o grande presenza tendono all’esagerazione, alla mitizazione e in certo senso a esaurirsi nella grande figura. Penso a San Mauro Pascoli, che addirittura cambia nome, alla citata Tavullia e a tante al3 cittadine. ciao

    Commento by tamara — 31 ottobre, 2007 @ 19:59

  8. Invito la signorina Tamara a leggere nel sito di Cristella la storia di Mamma Pierina (la trova sotto il titolo Romagna e dintorni). Tutta, specialmente le ultime righe:
    “Dai ricordi di alcuni testimoni gambettolesi(raccolti da Paolo Severi, maestro di Gambettola, storico, scrittore).
    “Nella casa dei Cenni erano sistemate artiglierie tedesche, come pure nelle tre case poco lontane. Altra artiglieria era sparsa nella zona. Particolarmente nel canneto che sorgeva lungo il fiume Pisciatello. Nel punto in cui questo lasciava via Branchise e, formando un’ansa, si dirigeva verso la marina. La ‘cicogna’ (il piccolo aereo da ricognizione) doveva aver fatto un buon lavoro, dando le utili segnalazioni sulle numerose postazioni tedesche. Nel rifugio, costruito alla deviazione a nord della via Branchise, coi Cenni c’erano altri sfollati…”
    “I nove morti dei Cenni vennero ammucchiati su un carro trainato da buoi. Qualche asse, forse, li divise nella sepoltura…”
    “Francesco, che era alle armi, a fine guerra tornò a casa, trovandola vuota. Non aveva saputo cosa, come e quando era avvenuto ai suoi.

    Commento by Stefano 2 — 31 ottobre, 2007 @ 20:39

  9. Ciao Maria Cristina, complimenti per il sito, trovato quasi per caso durante le mie ricerce sul mito fellini.
    Anche se vivo da circa 18 anni a Trento, dove faccio il geologo-geotecnico sono ancora un romagnolo doc (un arciunes. Visto che sei una poetessa e/o comunque il tuo sito è intriso di poesia e di cose poetiche, voglio farti un piccolo regalo (mi meraviglio che il preparatissimo Angelucci non ne abbia accennato)prova a prendere le prime tre sillabe del trittico (andrebbe infatti scritto staccato) Asa NIsi MAsa e dal semplice anagramma avrai una slendida sorpresa (fellini manda sempre messaggi, anche subliminali)… cososci parole più poetiche e leggere di ANIMA?

    Commento by stefano — 7 aprile, 2008 @ 15:30

  10. Asa NIsi MAsa… Ti ringrazio tantissimo, Stefano, per il tuo regalo. Ancora più apprezzato, visto che arriva da un romagnolo doc (di Arciun) che vive lontano. Chissà se Angelucci sa di questa sfumatura? At salut!

    Commento by mcm — 7 aprile, 2008 @ 21:26

  11. asanisimasa …….. anima

    Commento by Riccardo — 16 giugno, 2010 @ 13:24

  12. Credo invece che sia semplicemente la combinazione delle lettere del cognome della moglie, giuglietta masina

    Commento by Sandro — 22 gennaio, 2011 @ 2:20

  13. Mi sono imbattuto in questo sito per caso (volevo utilizzare la parola “asa nisi masa” come nome di un gruppo musicale)… ASA NISI MASA non è una “cantilena senza senso”, nè la combinazione delle lettere del cognome Masina. Vuol dire “anima” ma non per anagramma. Fellini ha utilizzato l’”alfabeto farfallino” (da Wikipedia: Il farfallino o alfabeto farfallino è un gioco linguistico per bambini. Si può intendere come una forma estremamente semplice di codice segreto e consiste nel raddoppiare ogni vocale con l’aggiunta di una f interposta: per esempio, “a” diventa afa, “e” diventa efe, e così via; quindi “ciao” diventa cifiafaofo), o meglio una sua variante, utilizzando cioè la “s” al posto della “f”. A-NI-MA pertanto, diventa Asa NIsi MAsa. E così i grandi non capiscono!!! ah ah, infatti..

    Commento by paolo laghezza — 12 luglio, 2011 @ 9:50

  14. @ Paolo: Grafazifiefe per il tuo commento, che conferma quello di Stefano. Cifiafaofo…

    Commento by Cristella — 13 luglio, 2011 @ 13:19

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